GIOCHI PER SPAZI ESTERNI DIDATTICI E INNOVATIVI
Combinando le competenze di architetti del verde, agronomi e pedagogisti, con materiali naturali e prodotti innovativi, gli spazi esterni acquistano una nuova prospettiva, per essere un completo supporto alla didattica oltre che luoghi per la scoperta e l’attività motoria da proporre e utilizzare durante tutto l’anno.
Una convinzione oramai desueta negli adulti, è quella che gli spazi all’aperto siano fonte di distrazione. Che non si prestino quindi alla formazione di competenze o a esperienze educative (se non quelle motorie). Spesso, anche il timore di eventuali infortuni o del danneggiamento di abiti e “look” frenano le proposte e le scelte.
La scuola di pensiero Outdoor (che nasce in Gran Bretagna, ma che ha avuto un seguito immediato in Germania e Olanda, e ora in Italia tramite le proposte di Auletrepuntozero) ribalta queste convinzioni.
È esattamente la distrazione (connotata dall’emozione) a certificare il ricordo delle attività svolte all’aperto.
Moltissimi studi e ricerche confermano questa analisi. Da essa nasce la nostra proposta con progetti e materiali per attività all’aperto a 360°. Proposte sensoriali e cognitive, oltre che strategiche per la motricità. Evitiamo quanto possibile, la retorica del salire e scendere da uno scivolo come unica attività prevedibile.
Nel 2013 Auletrepuntozero ha partecipato al convegno nazionale sull’Outdoor education di Bologna, organizzato dal Comune di Bologna e dalla Facoltà di Scienze dell’Educazione della locale Università.
L’argomento è stato affrontato in modo trasversale approfondito; gli interventi di pedagogisti, tecnici del verde, pediatri, psicologi, psicomotricisti, giuristi, hanno sottolineato, per le diverse competenze, l’importanza delle attività all’aperto.
Abbiamo partecipato al convegno con una relazione sul ripensamento e sulle ricadute positive che la scelta di materiali innovativi, coerenti a questa impostazione, possono avere anche sulla progettazione e allestimento degli spazi outdoor. La filosofia che sposiamo si racchiude nel personaggio di Agata, un acronimo che nasconde i cinque sensi stimolati nel bambino da ambienti adeguati e sensoriali:
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