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    27

    2021
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La P.A. e la SCUOLA tra CERTIFICATI, qualità reali e innovazione “DAZI E DINOSAURI” 3°Parte

La P.A. e la SCUOLA tra CERTIFICATI, qualità reali e innovazione “DAZI E DINOSAURI” 3°Parte

LA QUALITÀ:

È il risultato di una scelta aziendale di fare le cose “per bene” e con sforzi importanti, per porre attenzione su ogni azione: creare e usare le regole tramite “procedure”. Imporsi anche di utilizzare materie prime sicure, analizzare pericoli di ogni sorta che potrebbero ritorcersi sul prodotto finale, osservare attentamente al proprio interno, assicurare gli investimenti su un personale attento e competente. Pensare, progettare, cambiare, rendere flessibile ogni reparto e ogni pensiero. Tutto questo fa “qualità”.
Essa è confermata da una parte cartacea emessa da laboratori che certificano, sia la qualità aziendale, sia quella dei prodotti finiti. Le “carte” oggettivamente, rappresentano la fetta burocratica: gli enti e i laboratori certificatori insegnano ad applicare le procedure e a migliorare la qualità per arrivare sul mercato con prodotti adeguati, successivamente rilasciano un documento che da quel momento può essere pubblicato sui social e utilizzato nelle gare d’appalto. Solo le aziende che avranno tramutato le carte in procedure da applicare, godranno di un futuro illuminato.

Ce ne sono altre che le utilizzano per alzare un muro di protezione dietro il quale continuare a vivere senza confrontarsi; da qui in avanti le chiameremo: “dinosauri”.
Esse si muovono a fatica vista la loro mole di pensiero, e hanno l’aspirazione di utilizzare carte e documenti, allo scopo di prolungare la loro vita, rimanere in pochi a cacciare nel territorio e garantirsi l’abbondanza di prede: tenteranno di ostacolare le aziende smart e innovative a entrare nel mercato.
Spesso questo sistema è coadiuvato da un associazionismo libertario che sa come confrontarsi in tavoli importanti e decisionali. Anche i dinosauri, però, uniti in tante famiglie e specie si sono estinti.

LA P.A.

La burocrazia sfrenata, il muro di carte e lo stravolgimento di regole, spesso “consigliate” nelle trattative alla P.A. fanno rigorosamente da freno: è il vecchio “DAZIO” rispolverato.
Il dazio ha limitato la presenza di prodotti e aziende,  ha difeso strenuamente quelle già presenti. La storia ci ha raccontato, però, che i dazi hanno sempre fallito nell’intento di proteggere e hanno invece bloccato il mercato dalle innovazioni e dalla concorrenza, limitando i nuovi e procurando lo stesso danno ai vecchi.

Questi ultimi, per mancanza di confronto, non hanno “innovato” e la velocità delle tecnologie li ha spazzati via dal mercato in pochi anni. Innovare non è un processo di acquisizione di macchine più veloci o più costose: NON BASTA.

SEGUICI E LA PROSSIMA SETTIMANA SARA’ PUBBLICATA LA PARTE 3 DI 4

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